Contratti di sviluppo, dote di 1,7 miliardi alle imprese

Ammonta a 1,7 miliardi lo stanziamento per fornire sostegno al sistema di produzione di strumenti utili per la transizione ecologica, le tecnologie a zero emissioni nette, la competitività e la resilienza delle catene di approvvigionamento strategiche.

Le risorse sono impiegate con il ricorso allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo. La novità è emersa il 14 giugno con l’approvazione del testo del decreto direttoriale del ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’apertura di un nuovo sportello nell’ambito della Missione 1, componente 2, investimento 7 del Pnrr.

Programmi di sviluppo

I programmi di sviluppo devono avere a oggetto la realizzazione di un programma di sviluppo industriale oppure di tutela ambientale, da parte di una o più imprese. Questa realizzazione deve implicare uno o più progetti di investimento ed eventualmente progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

I programmi di sviluppo possono riguardare la produzione di componenti chiave dei macchinari e delle attrezzature coinvolte nella produzione dei dispositivi utili per la transizione ecologica come batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e dispositivi per la cattura e per lo stoccaggio del carbonio.

Gli investimenti possono essere finalizzati anche a predisporre il recupero delle materie prime critiche necessarie per la produzione degli stessi dispositivi citati come il magnesio, il litio, il nichel, il fosforo, il tantalio, il rame, la grafite naturale, l’arsenico e molti altri.

In ogni caso, in calce al decreto pubblicato sono riportate, come allegati, anche le specifiche in merito agli interventi reputati ammissibili e alle suddette materie.

Investimenti non ammissibili

Ai fini del rispetto del principio Dnsh, non sono in ogni caso ammissibili attività e attivi connessi ai combustibili fossili, compreso l’uso a valle, a eccezione di quelli adoperati nella produzione di energia elettrica e/o di calore a partire dal gas naturale, come pure nelle relative infrastrutture di trasmissione e di distribuzione.

Sono escluse anche attività e attivi nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (Ets) che generano emissioni di gas a effetto serra previste che non sono inferiori ai parametri di riferimento, a eccezione di attività e attivi per i quali l’uso di combustibili fossili è temporaneo e tecnicamente inevitabile per una transizione tempestiva verso il funzionamento senza combustibili fossili.

Agevolazioni e regimi di aiuto

Le agevolazioni sono concesse nei limiti e nelle forme previste a seconda delle aree e della dimensione delle imprese.

Le domande di agevolazione possono essere inoltrate dalle 12 del 27 giugno 2024, tramite sportello. E dovranno essere presentate, a pena di invalidità, secondo modalità e modelli disponibili nella sezione dedicata ai contratti di sviluppo del sito www.invitalia.it.

Obblighi dei beneficiari

Le imprese beneficiarie devono impegnarsi nel rispetto degli obblighi pertinenti, scaturiti dalla normativa europea e nazionale.

Devono rispettare il principio Dnsh, comunicare i dati relativi al titolare effettivo destinatario dei fondi, l’assenza di doppio finanziamento e gli obblighi in materia di comunicazione, informazione e conservazione della documentazione progettuale.

Fonte: Il Sole24Ore 20 giugno 2024