Agrivoltaico, 800 milioni da rimodulazione Pnrr

Altri 800 milioni di euro per lo sviluppo dell’agrivoltaico in Italia. La Commissione europea ha autorizzato una nuova rimodulazione di risorse a favore degli investimenti sull’agrivoltaico (ovvero gli impianti fotovoltaici realizzati sui tetti delle stalle, dei capannoni, delle serre e delle infrastrutture delle aziende senza sottrarre suolo alla produzione agricola). Le diverse rimodulazioni delle risorse hanno portato la dotazione della misura dagli iniziali 1,5 miliardi di euro, prima a quota 2,3 miliardi e ora, con questa nuova tranche, a superare quota 3,1 miliardi.

L’annuncio è venuto ieri dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare che ha anche pubblicato il nuovo bando per la presentazione dei nuovi progetti. Per partecipare le imprese potranno presentare i propri programmi dalle ore 12 del 10 marzo fino alle ore 12 del 9 aprile 2026.

Col nuovo bando – che contempla finanziamenti a fondo perduto dell’80% su tutto il territorio nazionale – si prevede di coinvolgere tra i 4mila e 6mila nuovi beneficiari.

«Con i 2,35 miliardi stanziati finora – si legge in una nota del Masaf – sono stati finanziati oltre 23mila progetti e il target di potenza da fonti rinnovabili da installare è stato quadruplicato passando da 375 MW a oltre 1.500 MW . Per il settore agricolo ciò equivale a un aumento della potenza installata del 47,7% rispetto a quella esistente», prima del piano.

Gli incrementi in termini di potenza installata sono, inoltre, ancora più rilevanti in regioni del Sud come Campania (+120%), Molise (+112%) e Puglia (+76%).

«La misura Parco Agrisolare – ha commentato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – dimostra il grande lavoro compiuto dal governo Meloni per rendere le imprese agricole più competitive e sostenibili. Con la dotazione originaria, il Pnrr “agricolo”, poteva contare su 3,6 miliardi di euro di risorse. Ad oggi abbiamo messo a disposizione dei nostri agricoltori e trasformatori oltre 8,9 miliardi che consentiranno loro di diventare sempre più competitivi sui mercati».

Si calcola, inoltre, che gli investimenti effettuati sull’agrivoltaico, quindi sulle strutture aziendali, abbiano evitato di occupare con pannelli solari una superficie di circa 3mila ettari che possono così continuare ad essere utilizzati per la produzione agricola.

Ma la tutela della produzione agroalimentare non è l’unico degli effetti positivi collegati agli investimenti sull’agrivoltaico. «È il caso – continuano dal Masaf – della rimozione dell’amianto (dalle strutture aziendali sulle quali vengono montati i pannelli solari, ndr) che, con i progetti finanziati ad oggi, consentirà di smaltire oltre 3,6 milioni di metri quadri di amianto pari al 2,4% del totale dei siti mappati a livello nazionale dal ministero dell’Ambiente».

Altra ricaduta positiva dei progetti – fanno notare ancora dal ministero – è l’implementazione di oltre 17mila sistemi di accumulo che hanno dotato le imprese agricole di 721 MW di capacità di accumulo, ossia il 7,9% della capacità totale italiana registrata nel 2024 dal Gse.

«In tanti erano sicuri – ha concluso il ministro Lollobrigida – che le risorse del Pnrr non sarebbero state investite, ma i risultati dicono ben altro. Quando abbiamo avviato la gestione del piano le domande coprivano a malapena il 30% dei fondi disponibili. In seguito, abbiamo dovuto rifinanziare più volte il fondo per far partecipare, finora, oltre 20mila aziende con la prospettiva, a fine percorso, di averne sostenute quasi 30mila. Siamo convinti che quando gli investimenti della nuova tranche di agrisolare e dei contratti di filiera daranno i loro frutti le imprese agricole italiane saranno ancora più forti».

Fonte Il Sole24Ore del 25/02/2026