Bonus investimenti 4.0 per ora senza proroga e Zes unica con dote da 1,8 miliardi
Per il 2024 confermate le agevolazioni per i beni strumentali 4.0 materiali e immateriali; la legge di Bilancio introduce per la prima volta un credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo nell’ambito della microelettronica.
La manovra per il 2024 (legge 213/2023) non contiene novità di rilievo per quanto attiene al pacchetto di misure 4.0, né sul punto è intervenuto il decreto Milleproroghe (decreto legge 215/2023): contrariamente a quanto indicato nelle bozze, il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale non contiene la proroga al 30 giugno 2024 per gli investimenti industria 4.0. Perciò, in attesa di capire se la proroga sarà ripescata con la conversione del decreto, al momento le agevolazioni fiscali previste per le aziende che investono in innovazione saranno regolate dalle norme già in vigore, così come confermate dalla NaDef 2023.
Beni materiali e immateriali strumentali 4.0
Ne deriva che il credito d’imposta beni materiali strumentali 4.0 (l’ex iperammortamento) – riconducibili all’Allegato A alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 – nel 2024 sarà riconosciuto nelle seguenti misure:
- 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
- 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro;
- 5% del costo per la quota di investimenti superiore a 10 milioni fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 50 milioni di euro degli investimenti inclusi nel Pnrr, diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione individuati con apposito decreto ministeriale.
Per espressa previsione normativa, il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno 2026, sempreché entro il 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Per quanto riguarda invece i beni immateriali strumentali 4.0 (di cui all’Allegato B alla legge 232/2016), nel 2024 il beneficio fiscale è del 15%, ma soltanto entro il limite di costi ammissibili di un milione di euro. Il credito d’imposta sarà riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno 2025, a condizione che entro il 31 dicembre 2024 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Gli altri crediti
Analogamente, sono stati confermati i crediti d’imposta per ricerca e sviluppo (10%), attività di innovazione tecnologica (5%) ed innovazione tecnologica 4.0 e green finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 (5%), nonché per attività di design e ideazione estetica (5%).
Per il 2024 è inoltre operativo il nuovo credito d’imposta introdotto dall’articolo 5, Dl 104/2023 per gli investimenti in ricerca e sviluppo nell’ambito della microelettronica.
Zes Unica
Da rilevare le modifiche proposte dalla manovra alla disciplina relativa al credito d’imposta per la “Zes Unica”. Andiamo con ordine: l’articolo 16 del Dl 124/2023, ha introdotto dal 2024 – in luogo del tax credit Mezzogiorno e delle attuali Zone Economiche Speciali, che hanno cessato di esistere alla fine del 2023 – un credito d’imposta a favore delle imprese che effettueranno l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise.
Il beneficio fiscale, che spetta alle condizioni indicate dalla norma, è subordinato all’acquisto, anche in leasing, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio, nonché all’acquisto di terreni e all’acquisizione, alla realizzazione o all’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.
Nel descritto impianto normativo la legge di Bilancio (comma 249) interviene prevedendo tra l’altro che il credito d’imposta “Zes Unica” sia riconosciuto nel limite di spesa complessivo di 1.800 milioni di euro per il 2024.
Fonte: NT+ Fisco 03 gennaio 2024
