Fondi pubblici e imprese: Studio Iniziativa alla Camera dei Deputati per una semplificazione concreta

Nel corso del 2025, i due rappresentanti di Studio Iniziativa, la Dott.ssa Stefania Marocco, Amministratore Unico di Studio Iniziativa Consulting S.R.L. e Responsabile dell’area Finanza Agevolata, e il Dott. Massimo Genesio, Amministratore Delegato di Studio Iniziativa S.R.L. e Responsabile Amministrativo, sono stati invitati a intervenire presso la Camera dei Deputati nell’ambito di un confronto istituzionale sui fondi pubblici destinati al mondo delle imprese italiane.

L’intervento ha rappresentato un momento di grande rilevanza, in cui è stato possibile portare la voce di chi, da oltre trent’anni, opera sul campo accanto alle micro, piccole e medie imprese (MPMI), accompagnandole nei percorsi di accesso e gestione degli strumenti di agevolazione previsti dallo Stato e dall’Unione Europea.

Il paradosso dei fondi disponibili ma non utilizzabili

Nel corso dell’intervento, i due professionisti hanno richiamato alcuni dati emblematici. Il Governo ha messo a disposizione oltre 6 miliardi di euro, dei quali circa 2,8 miliardi destinati a interventi in ambito scientifico e tecnologico.

Tuttavia, a sette mesi dalla chiusura dei termini (salvo proroghe), risultano prenotati soltanto 800 milioni di euro. Non ancora erogati, solo prenotati: un segnale preoccupante, che dimostra come lo stanziamento delle risorse non coincida automaticamente con la loro efficacia.

Il rischio concreto è che una parte rilevante dei fondi debba essere restituita all’Europa, in quanto non utilizzata entro i tempi e secondo le modalità previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Un sistema complesso che penalizza le PMI

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda il ruolo delle micro, piccole e medie imprese, che costituiscono oltre il 90% del tessuto produttivo italiano.

Secondo quanto emerso nel dibattito, le PMI non hanno strumenti, personale e competenze interne per affrontare la burocrazia legata alla finanza agevolata. I bandi pubblici risultano spesso troppo tecnici, poco chiari e, soprattutto, disallineati con la quotidianità delle imprese.

Le normative sono troppo farraginose, gli enti gestori non riescono a fornire risposte tempestive, e le imprese non sono nelle condizioni di far fronte agli obblighi richiesti”, ha denunciato il Dott. Genesio.

In molti casi, senza un supporto tecnico qualificato, le imprese rinunciano del tutto a partecipare a bandi e misure di sostegno.

Il ruolo insostituibile degli intermediari qualificati

Proprio su questo punto si inserisce la riflessione sulla funzione delle società di consulenza specializzate.
Studio Iniziativa è da decenni un punto di riferimento nel supporto strategico e operativo alle imprese, aiutandole a comprendere, strutturare e presentare correttamente i progetti coerenti con le normative vigenti.

Senza realtà come la nostra, molte imprese non riuscirebbero nemmeno ad accedere ai fondi”, ha affermato la Dott.ssa Marocco. “La nostra intermediazione non è una semplificazione superflua, ma una condizione necessaria per rendere efficaci le misure.

Nel contesto attuale, l’intermediazione non può più essere vista come una funzione accessoria, bensì come parte integrante della catena di attuazione delle politiche pubbliche.

Semplificare per non sprecare: le proposte operative

Tra le proposte avanzate dai due relatori vi è la necessità di semplificazione normativa. Non si tratta di ridurre le garanzie, ma di costruire procedure coerenti, comprensibili, snelle, soprattutto per quelle imprese che non hanno strutture dedicate alla progettazione o alla rendicontazione.

Inoltre, si è posta l’attenzione sull’importanza di:

  • rafforzare le competenze degli enti gestori, spesso impreparati ad affrontare la complessità dei progetti d’impresa;
  • digitalizzare in modo efficace i processi amministrativi, evitando la frammentazione delle piattaforme;
  • valorizzare il ruolo delle consulenze certificate, che possano fungere da anello di congiunzione tra PA e imprese;
  • incentivare percorsi di coprogettazione, in linea con le direttive europee sulla gestione partecipata dei fondi.

Il Codice degli Incentivi e la nuova stagione della finanza pubblica

L’intervento si inserisce nel contesto della riforma del Codice degli Incentivi, attualmente all’esame del Governo.
Il testo, elaborato in attuazione della delega PNRR, punta a razionalizzare e rendere più trasparente il sistema di agevolazioni, introducendo elementi di controllo come:

  • Comunicazione preventiva obbligatoria: la comunicazione preventiva impone alle imprese di dichiarare in anticipo l’intenzione di accedere a una determinata misura agevolativa, indicando l’ammontare degli investimenti previsti. Questo meccanismo consente all’amministrazione di programmare le risorse e di prevenire situazioni di sovra-richiesta o utilizzo improprio dei fondi. Si tratta di un passaggio che rafforza il controllo ex ante e limita l’automatismo dei benefici;

  • Monitoraggio mensile da parte del Ministero dell’Economia: il monitoraggio mensile obbliga i soggetti gestori a trasmettere regolarmente al MEF i dati relativi alle domande ricevute, all’ammontare delle richieste e all’avanzamento dell’istruttoria. L’obiettivo è garantire un presidio costante della spesa pubblica, assicurando che l’utilizzo dei fondi rispetti i limiti di bilancio e le tempistiche previste dal PNRR. Questo sistema rafforza trasparenza e responsabilità;

  • Valutazione ex ante, in itinere ed ex post degli interventi: l’introduzione di una valutazione tripartita mira a verificare l’efficacia delle misure in tutte le fasi: ex ante (analisi preventiva dell’impatto), in itinere (verifica durante l’attuazione) ed ex post (valutazione dei risultati ottenuti). Questo approccio garantisce che le risorse siano allocate in modo efficiente, promuovendo interventi realmente capaci di generare impatti economici e sociali misurabili;

  • Meccanismi premiali per le imprese virtuose: il nuovo Codice prevede premi o riserve di fondi per imprese che adottano comportamenti virtuosi, come l’assunzione di giovani, il rispetto della parità di genere o l’ottenimento del rating di legalità. Questi meccanismi incentivano non solo l’accesso ai fondi, ma anche l’adozione di modelli di impresa sostenibili, etici e orientati all’innovazione sociale e ambientale.

Studio Iniziativa ha espresso apprezzamento per la direzione intrapresa, ma ha sottolineato che la riforma rischia di rimanere inefficace se non accompagnata da una profonda revisione organizzativa e gestionale della pubblica amministrazione.

Dall’opportunità alla realizzazione

L’audizione alla Camera dei Deputati della Dott.ssa Stefania Marocco e del Dott. Massimo Genesio ha rappresentato molto più di una testimonianza tecnica. È stata un’occasione per portare in Parlamento una visione concreta, costruita sull’esperienza quotidiana con centinaia di imprese e sulla consapevolezza che il successo del PNRR passa dalla sua attuabilità.

Le risorse ci sono, la domanda di innovazione e sviluppo da parte delle imprese è forte, ma il sistema deve mettersi nelle condizioni di non sprecare questa occasione storica.

È tempo di passare da una logica formale a una logica funzionale, dove ogni attore – pubblico e privato – agisca in sinergia per costruire un ecosistema virtuoso di crescita sostenibile, equa e inclusiva.

Studio Iniziativa continuerà a fare la propria parte, non solo come consulente delle imprese, ma come interlocutore attivo delle istituzioni, nella convinzione che solo con l’unione tra competenze tecniche e volontà politica sia possibile dare piena attuazione al potenziale del Paese.