Industria delle macchine in decollo

La ripresa. Nel primo trimestre un balzo del 158% sul mercato interno. Ordini in aumento del 32% rispetto al 2019 Barbara Colombo (Ucimu): «Dati sicuramente positivi ma che vanno ben ponderati con un periodo difficile a inizio 2020»

«Da quello che vediamo è tornato il lavoro. Perché se non fosse così, le aziende non investirebbero».

Logica ineluttabile, quella di Mauro Biglia, corroborata dalla raccolta ordini del costruttore di torni piemontese, che nel primo trimestre, grazie soprattutto alla ripresa del mercato nazionale, vede un balzo della domanda del 50%.

Spia ancora una volta affidabile (il tornio è la prima cartina di tornasole della domanda del settore) di un movimento più ampio, che porta le macchine utensili italiane a battere nuovi record in termini di commesse. Inequivocabili i dati dell’associazione di categoria, Ucimu-Sistemi per produrre, che tra gennaio e marzo vedono un balzo degli ordini vicino al 50%. Risultato di un progresso a doppia cifra oltreconfine, oscurato però dal più che raddoppio delle commesse italiane, una crescita del 158% che porta il volume assoluto a nuovi massimi: per massa di commesse acquisite si tratta infatti del miglior primo trimestre dal 2007, un valore di ordini del 32% più alto di quello registrato nel primo trimestre 2019. Domanda aggiuntiva che inverte un trend negativo registrato nel corso dell’intero 2020, quando ai vincoli di offerta sperimentati nella fase di lockdown si sono aggiunte le incertezze di mercato, che hanno spinto numerose aziende a congelare o rinviare i propri progetti di investimento. Euforia da placare, dunque, in attesa di valutare la solidità del trend. «I dati – spiega la presidente di Ucimu Barbara Colombo – sono sicuramente positivi e ci permettono di tirare un po’ il fiato dopo mesi di grande difficoltà. Detto ciò, gli incrementi rilevati vanno ben ponderati: essi, infatti, si confrontano con i risultati messi a segno in un periodo, quello della prima parte del 2020, davvero difficile. Il mercato interno, che già a fine 2020 avevamo percepito avesse ripreso a macinare ordini, sta rispondendo bene, sostenuto in questo anche dalle misure di incentivo agli investimenti in nuove tecnologie di produzione previsti dal Piano Transizione 4.0.». Se nel breve periodo la domanda torna a crescere, questo non spazza via del tutto le nubi sul futuro del settore, uno dei più colpiti dai vincoli alla mobilità delle persone, che impedisce od ostacola fortemente non solo l’attività commerciale ma anche quelle, fondamentali, di collaudo, assistenza e manutenzione. Limiti, spiega Barbara Colombo, che rischiano di limitare le opportunità che alcuni mercati sono in grado di offrire in questo momento.

Un primo punto di svolta è atteso in autunno, quando Milano tornerà dopo sei anni ad ospitare Emo, la più importante rassegna globale per il comparto delle macchine utensili. La manifestazione ha raccolto al momento adesioni da 28 paesi ma molte imprese attendono certezze. «Alle autorità di governo – commenta la presidente di Ucimu – chiediamo di poter avere al più presto indicazioni chiare e puntuali, perché l’organizzazione della presenza ad un evento di questo tipo va definita ora».

A partecipare a Emo, per la prima volta, sarà ad esempio Blm, produttore di macchine per la lavorazione di tubo e lamiera, 400 addetti e 350 milioni di ricavi. Fatturato che alla luce dei risultati del primo trimestre potrebbe spingersi fino al nuovo record. «La domanda – spiega il responsabile dello sviluppo mercato Giovanni Zacco – è molto al di sopra delle attese, il risultato di una “molla” caricatasi per mesi e che ora finalmente si è sbloccata. I nostri ordini del primo trimestre sono praticamente raddoppiati e anche ad aprile questo trend prosegue. Crescita che riusciamo a cogliere al meglio in Italia mentre all’estero ci sono problemi in più legati ai limiti imposti agli spostamenti. L’organizzazione? Abbiamo assunto e continuiamo ad assumere. Certo, stiamo iniziando a porci il problema della sostenibilità di questa corsa, se il mercato va avanti così fatichiamo a stargli dietro». «Facciamo già qualche ora di straordinario – aggiunge il direttore vendite di Salvagnini (sistemi di lavorazione lamiera) Tommaso Bonuzzi – perché questo è il nostro miglior trimestre di sempre. Difficile prevedere il futuro ma intanto vediamo una domanda molto forte dall’Italia, così come dalla Germania, dalla Cina e dagli Usa, paesi ripartiti alla grande».